It's the Baseline
C’è una truffa cognitiva che quasi tutti eseguono su sé stessi.
Prendono una realtà che produce conseguenze.
E la confrontano con una realtà che non esiste.
La vita che avresti potuto fare.
Il lavoro che avresti potuto scegliere.
La città in cui avresti potuto vivere.
L’azienda che avresti potuto fondare.
La persona che avresti potuto diventare.
Tutte hanno una proprietà comune.
Non sono state testate.
Una vita immaginaria non deve funzionare.
Non deve generare reddito.
Non deve sostenere una famiglia.
Non deve risolvere problemi.
Non deve sopravvivere ai propri errori.
Può restare perfetta per sempre.
La realtà non riceve questo privilegio.
Ogni giorno viene interrogata.
Dai clienti.
Dal mercato.
Dal tempo.
Dalla salute.
Dalle responsabilità.
Dalla fisica.
Se non regge, produce conseguenze.
Per questo molte persone finiscono per odiare i propri vincoli.
Vedono il lavoro.
La famiglia.
Gli impegni.
Le responsabilità.
E immaginano che la libertà si trovi dall’altra parte.
Spesso stanno guardando la cosa al contrario.
I vincoli non sono necessariamente il problema.
Sono il test.
Sono il punto in cui una convinzione incontra la realtà.
La maggior parte delle idee sembra buona prima di essere verificata.
La fantasia non viene verificata.
La realtà sì.
Questo è il motivo per cui il confronto è truccato.
Stai confrontando risultati osservabili con una simulazione.
La simulazione vince sempre.
Molti passano anni a cercare il percorso giusto.
Come se esistesse una configurazione iniziale perfetta.
Un luogo.
Un lavoro.
Una scelta.
Una volta trovata quella, tutto il resto seguirebbe.
Ma quasi nessuno costruisce partendo da condizioni ideali.
Costruisce partendo da condizioni esistenti.
“It’s the baseline.”
Non è motivazione.
Non è gratitudine.
Non è accettazione.
È una descrizione tecnica.
Questo è il punto di partenza.
Non quello che avresti voluto.
Non quello che immagini.
Quello reale.
La fantasia ha un vantaggio.
Può essere perfetta.
La realtà ha un vantaggio diverso.
Può essere modificata.
La fantasia no.
Per questo la domanda utile non è:
“E se avessi scelto altro?”
Non esiste una risposta verificabile.
La domanda utile è:
“Quale sistema posso cambiare da qui?”
Perché questo terreno può essere misurato.
Può essere migliorato.
Può essere costruito.
Il resto è letteratura alternativa.